Orario di Segreteria:
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Attivitā Clinica nefrologia critica |
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Il centro di Vicenza è noto a livello internazionale per avere coniato il termine "nefrologia critica" e per aver per primo implementato un modello di cooperazione fra nefrologia e terapia intensiva che oggi viene chiamato "The Vicenza Model". Esso corrisponde ad un approccio multidisciplinare al malato grave e critico affetto da insufficienza multiorganica. Nuove apparecchiature che consentono di attuare tecniche molto innovative e particolari sono state studiate e sviluppate a Vicenza dove sono state presentate a centri specializzati Italiani e Internazionali. |
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Agli albori della terapia dialitica, il trattamento sostitutivo renale era visto come un mezzo per sostenere temporaneamente il paziente con insufficienza renale acuta, finché la funzione renale non riprendesse e ritornasse successivamente alla norma.
Progressivamente lo sviluppo tecnologico, lo sviluppo delle conoscenze cliniche, la possibilità di disporre di accessi vascolari prontamente utilizzabili hanno consentito di trattare i pazienti con insufficienza renale cronica. ANNI 70 Verso la fine degli anni settanta, la clinica e la patogenesi cominciarono a modificarsi e il n°di pazienti con IRA andava progressivamente aumentando.
Il bisogno di terapie sostitutive renali più mirate e meglio tollerate dal malato critico si fece sentire in modo crescente. Dall'uso della dialisi peritoneale si iniziò a passare a quello dell'extracorporea con regimi controllati di flussi e di ultrafiltrazione. Ma lo sforzo non era sufficiente. Si dovevano trovare delle terapie che potessero affrontare la grave instabilità emodinamica dei pazienti critici con IRA. Con Peter Kramer nel 1977, nacque l'emofiltrazionearteriosa spontanea, detta anche CAVH.Il sistema era a bassa efficienza e doveva essere applicato in continuo 24 ore su 24.I bassi flussi ed i limitati regimi di ultrafiltrazione rendevano la CAVH il trattamento ideale in quei pazienti così instabili da non essere sino a quel momento nemmeno considerati come candidati alla terapia sostitutiva. L'assenza di liquido di dialisi, di macchina e di pompa peristaltica nel circuito extracorporeo, rese la CAVH estremamente popolare nelle rianimazioni, venendo essa in molti casi gestita in modo completamente autonomo dai medici intensivisti. Alla fine degli anni 70, all'Ospedale San Bortolo di Vicenza furono trattati numerosi pazienti con IRA complicata mediante CAVH. ANNI 80 nel 1984, a Vicenza, si svolse il primo convegno internazionale sulla CAVH. In questo periodo si svilupparono i primi filtri dedicati: la creazione di un filtro a bassissima resistenza con geometria e fibre speciali, e la messa a punto di un nuovissimo minifiltro per il trattamento dell'IRA del neonato. Le frequenti interruzioni del trattamento dovute a coagulazione del circuito extracorporeo e la scarsa resa in termini di ultrafiltrazione portarono la dose dialitica somministrata con la CAVH insufficiente, da qui nacquero la CVVH e la CVVHD, la CVVHDF e la CHFD. Tutte queste tecniche, hanno come nome comune CRRT (continous renal replacement tireqies). ANNI 90 Il momento cruciale per offrire una svolta al modo di trattare in pazienti con IRA complicata e spesso ricoverati in terapia intensiva, fu la preparazione di un testo di oltre 1600 pagine intitolato Critical Care Nephrology.Questo volume diede l'avvio a quella nuova concezione di diagnosi e cura interdisciplinari del malato critico che ha costituito operativa per l'aplicazione di metodiche depurative in pazienti con IRA e insufficienza multiorganica. ANNI 2000 Nel nostro centro esiste un programma di dialisi per acuti distinto dal programma per cronici.Nel corso del 2003 sono stati svolti 969 trattamenti a 175 pazienti. Nel corso del 2006 sono stati svolti n° 1290 trattamenti a 178 pazienti. I trattamenti sono stati svolti in vari reparti e i pazienti sono stati trattati con terapie continue (24 ore al giorno) in rianimazione e cardiochirurgia e con trattamenti di 4-8 ore negli altri casi dopo essere stati trasportati nei 2 letti della Sezione di terapia Semintensiva. STRATEGIA TERAPEUTICA La strategia terapeutica per il malato critico, prevede un consulto multidisciplinare, (VICENZA MODEL) da parte di diversi specialisti appartenenti ai reparti di Terapia Intensiva e Cardiochirurgia e la definizione della prescrizione terapeutica più appropriata.Il Dipartimento di nefrologia è dotato di una sala per terapie emodialitiche acute con assistenza semi-intensiva,qui vengono eseguiti una media di circa 1000 trattamenti anno, da parte di infermieri coordinati in un "pool" per le terapie acute. Lo stesso pool si occupa di allestire le terapie extracorporee in rianimazione di seguirne l'andamento e di sorvegliarne l'efficienza sia mediante supervisione diretta, sia mediante computer remoto collocato in Nefrologia .Il vantaggio di queste terapie è quello di produrre una correzione degli squilibri lenta ma continua con una migliore tolleranza clinica da parte del paziente. Mentre infatti la dialisi standard dura circa 4 ore, la dialisi continua si svolge nell'arco di tutte le 24 ore. Ciò richiede una attenzione continua da parte dei medici della nefrologia che svolgono la loro consulenza itinerante nell'arco delle 24 ore. |
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