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Ricerca Nefrologia Critica |
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La ricerca in Nefrologia Critica
La nefrologia critica, ovvero quella branca della nefrologia che in collaborazione con altri specialisti,si occupa del paziente gravissimo, ricoverato in rianimazione con patologie di diversi sistemi organici, ha trovato a Vicenza terreno fertile data la Vocazione che il team Vicentino ha da sempre dimostrato per la ricerca in questo settore.Le prime emofiltrazioni continue (CAVH) in Italia, furono eseguite a Vicenza intorno al 1978. Successivamente, la collaborazione con Juan Bosch portò al primo fondamentale lavoro sulla CAVH pubblicato nel 1983 su Annals of Internal Medicine. Il lavoro rappresentava il compendio delle ricerche condotte a New York al Mount Sinai Hospital e presentate a Chicago nel 1982 in occasione del congresso dell'American Society of Nephrology . Da allora a Vicenza furono sviluppati nuovi filtri in collaborazione con l'Ingegner Fecondini e nuove apparecchiature per il bilanciamento dei fluidi come la mitica "Equaline".Negli stessi anni venivano disegnate a Vicenza le nuove linee ematiche di lunghezza ridotta per CAVH e, contemporaneamente, furono messi a punto i primi minifiltri per l'applicazione della CAVH nel neonato. Il primo trattamento con CAVH nel neonato al mondo fu realizzato a Vicenza e la prima serie di casi trattati fu pubblicata su Kidney International nel 1986. Questi trattamenti vengono oggi utilizzati in tutto il mondo con i filtri derivati dall'originale prototipo vicentino. Negli anni sono stati sviluppati a Vicenza nuovi dispositivi per le dialisi continue e numerose apparecchiature hanno avuto una evoluzione grazie agli studi del gruppo. Grazie alle nuove tecnologie, nuove tecniche dialitiche sono state disegnate e studiate; fra queste ricordiamo la CAVHDF, la Continuous high flux dialysis (CHFD), la Coupled Plasmafiltration-adsorption (CPFA), la Pulse High Volume Hemofiltration (PHVHF).Proprio grazie alle nuove tecnologie, nuove macchine e speciali filtri e sorbenti, il gruppo Vicentino ha condotto una numerosa serie di studi e pubblicazioni, sempre in collaborazione con il team della terapia intensiva, ma soprattutto con il professor Rinaldo Bellomo di Melbourne. In questa fattiva collaborazione sono stati introdotti nuovi schemi dialitici, nuove indicazioni per le terapie extracorporee fra cui la sepsi, l'insufficienza multiorgano e lo scompenso cardiaco (riportato quest'ultimo sul New England Journal of Medicine), e sono stati studiati possibili effetti delle diverse membrane sui marcatori biologici dell'infiammazione sistemica ed infine sono state espresse importanti teorie patogenetiche della sepsi come quella del "picco di concentrazioni".Uno degli studi di gran lunga più importanti condotti dal team Nefrologico ed Intensivistico vicentino, pubblicato su Lancet nel 2000, è quello che ha creato lo standard per la prescrizione dialitica nel paziente acuto. Valutando i risultati in termini di sopravvivenza di diversi gruppi di pazienti trattati con diverse dosi dialitiche, è stato possibile identificare nei 35 ml/h/Kg la prescrizione ottimale della clearance dialitica da considerare come target. Da questo fondamentale lavoro che ha sicuramente influenzato il modo di operare a livello internazionale, sono scaturiti numerosi studi che hanno visto Vicenza come punto di riferimento. Fra l'altro, tutto ciò ha contribuito allo sviluppo di nuove tecnologie molte delle quali sono state sviluppate o perfezionate a Vicenza. Fra queste l'apparecchiatura Acquarius, la Multifiltrate, la Diapact, la Prisma ed altre. Fra le altre importanti attività di ricerca, va ricordata la iniziativa per lo sviluppo di linee guida internazionali sulla Insufficienza renale acuta (ADQI) che ha portato a Vicenza per due volte esperti da tutto il mondo e recentemente il rappresentanti di sei società scientifiche fra cui ASN, ISN, NKF, KDIGO, KDOQI, ESICM. |
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